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open, like those little books for children, with designs in relief, basta aprire una pagina e spunta fuori un mondo intero, un castello fatato, i draghi, e i folletti. A volte, girando per questa incredibile metropoli, spuntano pagine, si aprono senza che io le sfogli: un turbinio di storie, emozioni, impressioni. Un arcobaleno di suoni, sguardi, e il colori sono soltanto un battito di ciglia. Così diversa, la mia Bombay da altre città in cui ho vissuto, tutte città di mare, come Ravenna, Portsmouth e infine Anversa. Anversa, però, come Ravenna mi è rimasta estranea. Come l'impronta su un velo, o un piede che non entra in una scarpetta di cristallo perchè quel piede è abituato alla terra rossa, alla giungla del cemento, agli squarci verde acido, ai disegni incantati del Tempo. Raccontare Bombay is like trying to explain his own soul, the inner geography that at each step, each transition from West to East, you change, you rewrite. My impression is that Bombay is part of me that has always been, and that in a corner of the immense interior landscape that is my soul, my essence or my innermost being, this miniature flower Bombay , wilt, and flourished again in every trip. As a meeting or appointment of love, on the edge of a coffee table, hands that touch, the expectations. Bombay and I, my hold. Bombay is an overexposed photo of my very soul. A dear friend L. wrote to me that maybe I'm the incarnation of an Indian princess. Chissà, in questa città dalle pagine ora opache ora lucenti, tutto è veramente possibile. Io apro le braccia, e accolgo il vento che sta prolungando questo inaspettato, fresco inverno indiano, in attesa dell'Holi, e della primavera. Colori che questa volta non aspetterò, purtroppo. Perchè tutte le storie d'amore con le città prima o poi hanno una scadenza, un visto, un biglietto di ritorno.
E il ritorno è per me un non-luogo.
Anversa e Ravenna sono due stelle di carta, appiccate sul cielo buio dei miei pensieri. Non brillano, e non luccicano. Troverò un ponte, un passaggio segreto, per accordare le stringhe del mio cuore. A una musica meno stonata di quella che mi aspetta.
Chi mi conosce da tempo, dice che sono inquieta. L'inquietudine è una dote di ogni viaggiatore, di ogni scrittore, di ogni rabdomante di storie.
E, voi che (mi) leggete, quante storie avete lasciato come Piste del Sogno, o come Vie dei Canti? Vi siete sporcati le mani con le parole?
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